Vigneto Saetti nasce dalla volontà di Luciano di recuperare e valorizzare le vecchie vigne di famiglia, mettendo al centro il Lambrusco Salamino di Santa Croce. A guidare il lavoro sono scelte precise: fermentazioni spontanee, rifermentazione in bottiglia e nessuna aggiunta di solfiti. Un percorso radicale e artigianale che trova nel Rosso Viola la sua espressione più riconoscibile.



Una scelta precisa: il Lambrusco Salamino
Vigneto Saetti nasce nel 1998, quando Luciano decide di dare valore alle vecchie vigne di famiglia.
Al centro c’è un vitigno preciso, il Lambrusco Salamino di Santa Croce. Ha la buccia spessa, il colore intenso e i grappoli serrati. Inoltre, la sua acidità naturale è più alta rispetto ad altri Lambruschi.
La scelta di partire da un vitigno ben preciso racconta l’approccio dell’azienda. Infatti, significa conoscere la propria terra e valorizzare le caratteristiche delle uve. Per questo, da qui prende forma un percorso costruito nel tempo, senza allontanarsi dalle proprie radici.
In cantina, una strada controcorrente
In cantina la scelta è controcorrente. Prima di tutto, la seconda fermentazione avviene in bottiglia e non in autoclave.
È un metodo diventato sempre più raro nella zona. Nel frattempo, molti produttori si sono orientati verso tecnologie più comode. Le uve arrivano da viti di cinquant’anni e fermentano spontaneamente.
Inoltre, le bottiglie vengono girate e sboccate a mano. Non viene aggiunto alcun solfito in nessuna fase.
Alla fine, il risultato è il Rosso Viola, il vino che ha reso nota l’azienda anche all’estero. Al naso presenta profumi di more, viole, rose secche ed erbe selvatiche. Allo stesso tempo, il sorso è pieno ma sempre vivo, sostenuto da un’acidità croccante.
Vigneto Saetti a Freschissimo
Poche bottiglie, nessun compromesso. Una scelta radicale di rispetto per la terra e per il tempo.
Per questo, portare Saetti a Freschissimo significa mostrare fino a dove può arrivare un Lambrusco.