Secula nasce a San Prospero dall’incontro tra Dino e Gabriele, con l’obiettivo di trasformare un’azienda frutticola di famiglia in una realtà viticola. Il progetto guarda al Lambrusco di Sorbara e al Lambrusco Salamino, partendo dalla cura del terreno e arrivando in cantina con un approccio essenziale e rispettoso della materia prima.



Dalla frutta alla vite
Nel 2018 il carpigiano Dino coinvolge il vecchio compagno di studi Gabriele, enologo abruzzese. Insieme decidono di trasformare l’azienda frutticola di famiglia in una realtà viticola.
Da qui nasce Secula. Il progetto cresce anche grazie all’incontro con il Professor Venturelli e ai suoi insegnamenti sulla vinificazione del Lambrusco di Sorbara.
Anche il nome viene da lontano. Secula è uno degli antichi nomi latini del Secchia, il fiume che attraversa e rende fertili queste terre. L’azienda si trova tra le contrade di San Prospero e Sozzigalli, su terreni sabbiosi e ben drenati.
Queste terre sono considerate da sempre tra le più vocate per il Lambrusco Salamino e il Lambrusco di Sorbara.
Un lavoro che parte dal terreno
Per Secula, tutto parte dalla terra. I vigneti vengono inerbati e gestiti con mezzi manuali e meccanici. I trattamenti utilizzano rame e zolfo, con l’obiettivo di arrivare a un vino a residuo zero.
Anche la vendemmia segue questa attenzione. Le uve si raccolgono a mano in cassette, seguendo con cura la loro maturazione. Ogni passaggio cerca così di preservare il carattere delle uve e il legame con il territorio.
In cantina, invece, Secula utilizza solo acciaio e vetro. Sono contenitori puri, scelti per non interferire con la materia prima.
Secula a Freschissimo
Un’agricoltura pulita, un fiume, tre teste diverse e la voglia di fare le cose per bene. Se cerchi il senso di Freschissimo in una bottiglia, quella di Secula è un buon punto di partenza.